capire l'altro non significa essere d'accordo con lui (601)
tutto e' cominciato con il timo. il che di per se' e' gia' meraviglioso. 😂 parlavamo in diretta, e si e' scoperto che il timo molti lo conoscono anche come serpillo. ho persino…
tutto e' cominciato con il timo.
il che di per se' e' gia' meraviglioso.
😂
parlavamo in diretta, e si e' scoperto che il timo molti lo conoscono anche come serpillo.
ho persino portato un vasetto dalla terrazza.
e ho ricordato il mio piccolo thermos.
per mesi non capivo perche' l'acqua odorasse di erbe.
lavo.
di nuovo odora.
lavo ancora.
odora.
avevo gia' iniziato a sospettare della mia pulizia.
poi si e' scoperto:
in quel thermos preparavo continuamente il timo.
l'aroma si era impregnato.
e dal timo, con un percorso incredibile, siamo arrivati al coniglio.
e dal coniglio — alla letteratura.
una normale diretta di "4.10 osservazioni".
dall'erba alla filosofia.
😂
ho ricordato una storia letteraria molto forte.
un marito e una moglie avevano un coniglio domestico amato.
e' arrivato il momento di trasferirsi.
non potevano portare con se' l'animale.
e la donna ha preso una decisione per il marito del tutto inaccettabile.
ha deciso da sola il destino dell'animale, partendo dalla propria logica: altrimenti sarebbe comunque morto, e cosi', come lei intendeva, sarebbe rimasto parte della loro storia comune.
per il marito e' stato uno shock.
e in questa storia mi interessa non tanto l'atto in se'.
mi interessa altro.
due persone nella stessa situazione — e due realta' completamente diverse.
per uno e' un orrore.
per l'altro — una particolare logica di cura.
ed e' qui che inizia la cosa piu' difficile.
ci piace pensare:
se una persona e' normale, deve reagire come me.
perche' la mia reazione mi sembra naturale.
certo.
e' la mia.
😂
se qualcosa mi sembra inaccettabile, penso:
come si puo' non capire questo?
e l'altra persona pensa la stessa cosa:
come puo' non capire l'ovvio?
ed entrambi sono sicuri che l'ovvio stia dalla loro parte.
con l'eta' mi interessa sempre di piu' non stabilire subito chi ha ragione, ma prima chiedere:
perche' pensa proprio cosi'?
cosa e' successo nella sua vita?
che esperienza ha?
di cosa ha paura?
cosa ritiene importante?
quali valori per lui stanno sopra agli altri?
questo non significa che io dica per forza:
ah, ora capisco, quindi hai ragione.
no.
si puo' capire il motivo e dire:
capisco perche' l'hai fatto. e comunque penso che tu abbia agito male.
per me queste due cose non si contraddicono.
capire —
non e' essere d'accordo.
spiegare —
non e' giustificare.
e spesso mescoliamo questi concetti.
ci sembra che capire chi ha agito male significhi difenderlo.
io penso il contrario.
piu' capisci i motivi, piu' precisamente valuti le azioni.
perche' smetti di discutere con la versione inventata nella tua testa.
e inizi a vedere quella vera.
siamo tutti molto diversi.
infanzia diversa.
famiglie diverse.
paure diverse.
diverse idee sull'amore.
sul denaro.
sulla fedelta'.
sul bene.
sulla giustizia.
percio' mi interessano le persone.
a volte qualcuno dice qualcosa con cui non sono d'accordo.
prima reazione:
cosa non va in te?
poi cerco di cambiare la domanda.
perche' per te e' cosi'?
e' cambiata una sola parola.
e il discorso e' gia' diverso.
e in questo, per me, c'e' uno dei sensi di "4.10 osservazioni".
non e' necessario essere d'accordo con tutti.
sarebbe terribilmente noioso.
😂
ma prima di decidere che l'altra persona e' un idiota,
forse vale la pena cinque minuti di guardare il mondo dal punto in cui sta lui.
a volte non cambiera' nulla.
a volte cambiera' moltissimo.
capire l'altro non significa diventare un altro.
significa soltanto vedere che il mondo e' un po' piu' grande del nostro punto di vista.
il vostro genio brunner-potanin.
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