ditelo ai genitori oggi. non dopo (586)
piu' invecchio, piu' spesso penso ai genitori. probabilmente a vent'anni sembra che i genitori ci siano sempre stati. e quindi, in qualche modo incomprensibile, ci saranno…
piu' invecchio, piu' spesso penso ai genitori.
probabilmente a vent'anni sembra che i genitori ci siano sempre stati.
e quindi, in qualche modo incomprensibile, ci saranno sempre.
c'e' la mamma.
c'e' il papa'.
si puo' chiamare domani.
si puo' venire dopo.
si puo' dire qualcosa di bello al prossimo incontro.
dopo.
una parola molto comoda.
ci si puo' mettere praticamente tutta la vita.
dopo chiamo.
dopo dico.
dopo abbraccio.
dopo chiedo.
dopo trovo il tempo.
e ultimamente questo "dopo" comincia a farmi paura.
amo moltissimo i miei genitori.
e a volte dicono frasi del tipo:
— quando non ci saro' piu', fate quello che volete.
oppure:
— a me allora non importera' piu' niente.
e io ogni volta rispondo:
a te — forse. a noi no.
perche' a una persona che non c'e' piu' davvero non tocca sistemare cio' che resta.
a chi la ama, invece, tocca.
percio' da tempo ho iniziato a parlare con i genitori anche di cose di cui e' sgradevole parlare.
i documenti.
dove sta cosa.
cosa fare in una certa situazione.
quali desideri ha una persona.
all'inizio queste conversazioni venivano accolte pesantemente.
— perche' ne parli proprio?
— perche' pensare al brutto?
ma io non penso al brutto.
penso ai vivi.
a quelli a cui poi tocchera' prendere decisioni nel momento in cui sara' gia' difficile.
mi sembra che siamo fatti in modo strano.
possiamo discutere tranquilli per un'ora dell'assicurazione dell'auto.
perche' capiamo:
gli incidenti a volte succedono.
ma parlare della finitezza della propria vita ci sembra quasi un invito a quella finitezza.
come se non pronunciando la parola, l'evento non avvenisse.
certo che avverra'.
un giorno.
a tutti noi.
e mi sembra che capire questo non debba spaventarci ogni giorno, ma rendere un po' piu' prezioso il giorno di oggi.
finche' la persona e' vicina —
chiamare.
finche' si puo' chiedere —
chiedere.
finche' si puo' sentire la risposta —
sentire.
e soprattutto dire quelle belle cose che per qualche motivo sembrano ovvie.
a volte pensiamo:
be', la mamma sa che la amo.
il papa' sa.
il marito sa.
la moglie sa.
i figli sanno.
e perche' abbiamo deciso che le cose belle bastano saperle?
e' anche bello sentirle.
e proprio questo ultimamente cerco di ricordarmelo.
non un giorno o l'altro.
non quando capita l'occasione giusta.
non quando ci sara' piu' tempo libero.
oggi.
se amate — ditelo.
se vi manca qualcuno — chiamate.
se siete grati — ringraziate.
perche' la frase piu' senza senso che si puo' dire un giorno a se stessi e':
"volevo dirglielo".
volevo — e' gia' passato.
e finche' la persona e' vicina, abbiamo il presente.
il vostro genio brunner-potanin.
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