quando gli abbiamo dato un nome, ha smesso di essere solo un gatto randagio (542)

all'inizio era solo: un gatto bianco sotto le scale. poi: quel gatto bianco che a volte diamo da mangiare. poi ha cominciato a venire alla nostra porta. a entrare in casa. a…

all'inizio era solo:
un gatto bianco sotto le scale.

poi:
quel gatto bianco che a volte diamo da mangiare.

poi ha cominciato a venire alla nostra porta.
a entrare in casa.
a restare.

e un giorno e' apparso monamour.
il nostro gatto.
il nostro amore.

ed ecco la cosa interessante.
a quanto pare erano cambiate solo poche lettere.
il gatto era rimasto lo stesso.
la stessa coda bianca.
le stesse zampe.
lo stesso carattere.
😂

ma era cambiato qualcosa di molto piu' importante.
nella nostra vita aveva acquisito uno status.

finche' e' "un gatto qualsiasi", tra voi c'e' una distanza.
puoi dargli da mangiare.
accarezzarlo.
compatirlo.
e poi andare avanti.

ma quando compare un nome, piano piano compare una storia.
— monamour ha mangiato?
— dov'e' monamour?
— monamour e' tornato?
— monamour e' di nuovo uscito a girare?

e a quel punto non e' piu' un animale casuale sotto le scale.
e' un membro concreto del tuo piccolo mondo.

allora mi sono messo a pensare:
il nome, molto spesso, diventa una forma di accettazione.
e non solo con gli animali.

conosciamo una persona.
all'inizio e':
— l'uomo del negozio.
— la donna della casa vicina.
— il nuovo collega.
— quella persona che abbiamo incontrato ieri.

poi scopri:
si chiama andrea.
si chiama maria.

e quella persona smette improvvisamente di essere parte dello sfondo.
😂

compare un nome.
e insieme al nome — un'individualita'.

proprio per questo mi sembra importante ricordare come si chiamano le persone.
soprattutto quelle con cui abbiamo a che fare regolarmente.

e' una cosa piccola.
ma contiene un messaggio molto semplice:
ti ho notato.

per me non sei soltanto un cameriere.
non soltanto un vicino.
non soltanto un venditore.
non soltanto la persona che ha portato i documenti.

so come ti chiami.

e, probabilmente, proprio per questo ci da' fastidio quando qualcuno dimentica continuamente il nostro nome.
o non prova nemmeno a pronunciarlo bene.

non si tratta soltanto delle lettere.
nasce la sensazione:
semplicemente non ti interessava ricordarmi.

certo, tutti possono sbagliare.
soprattutto con i nomi stranieri.

il mio stesso nome viaggia tra le lingue in modo cosi' attivo che a volte e' gia' interessante vedere che cosa ne verra' fuori nel prossimo paese.
😂

evgenij.
eugen.
genio.

niente di grave.
l'importante e' un'altra cosa — il tentativo.
il desiderio di vedere la persona dietro al nome.

con monamour e' successo pressappoco lo stesso.
gli abbiamo dato un nome.
e insieme al nome e' come se avessimo detto:
adesso non sei piu' soltanto un gatto che ogni tanto passa di qui.
sei nostro.
qui hai un posto.
qui ti aspettano.
se non torni, ti cercheranno.

e, forse, in questo c'e' una delle funzioni piu' belle del nome.
il nome dice: ti vedo.
e a volte dice anche:
qui e' casa tua.

trascrizione completa della diretta:
"imeniny u iosifa (4.0)"
https://www.gnbrnnrptnn.com/lectures/imeniny-u-iosifa-4-0/

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