il te' che mi riporta a casa (438)

amo il te'. il te' vero, quello buono. il mio preferito e' nero al bergamotto. earl grey. di solito lo bevo con il latte. prima ci mettevo lo zucchero, adesso cerco di berlo…

amo il te'.
il te' vero, quello buono.
il mio preferito e' nero al bergamotto.
earl grey.
di solito lo bevo con il latte.
prima ci mettevo lo zucchero, adesso cerco di berlo senza.

ma in generale, al te' in me sono legati non tanto i gusti quanto i ricordi.

perche' a volte apri una scatola.
senti l'odore.
e all'improvviso ti ritrovi in un posto completamente diverso.
in un'altra citta'.
in un'altra casa.
a volte addirittura in un'altra eta'.

alla dacia in russia avevamo un vero samovar.
non elettrico.
bisognava accenderlo con la legna.
dentro c'e' un tubo.
li' brucia il fuoco.
intorno si scalda l'acqua.

e se lo guardi solo dal punto di vista pratico, e' una cosa assolutamente scomoda.
😂
un bollitore e' molto piu' semplice.
premi un bottone.
due minuti.
pronto.

con il samovar invece bisogna perdere tempo.
accenderlo.
aspettare.
controllare.

ma oggi non ricordo il bollitore elettrico.
ricordo proprio il samovar.

perche' il samovar non era un modo per far bollire l'acqua.
era un evento.

tutti si riunivano intorno.
parlavano.
aspettavano.
cucinavano qualcosa.
persino affumicavamo il pesce da soli.

e poi sono passati tanti anni.
vivo gia' in un altro paese.
ho una vita completamente diversa.
e basta la parola "samovar" — e torno subito li'.

a proposito, una volta la mamma disse che voleva un samovar per il compleanno.
proprio uno vero.
era il suo sogno.
e glielo abbiamo regalato.

ora penso: probabilmente non voleva solo un oggetto.
voleva uno stato d'animo.
un ricordo.
la sensazione di casa.

perche' a volte le cose ci servono non per le cose stesse.
diventano una porta verso un momento preciso della nostra vita.

per me una porta del genere puo' essere anche un te' semplicissimo.
per esempio quello della scuola.
😂

a scuola e all'asilo il te' sapeva sempre un po' di kompot.
ancora non so perche'.
forse in un'unica enorme pentola prima bollivano il kompot e poi il te'.
forse me lo sono inventato.
ma il gusto lo ricordo.

era una bevanda sorprendente.
un po' te'.
un po' kompot.

oggi, probabilmente, la chiamerebbero:
bevanda al te' d'autore con retrogusto di frutta.
😂
e la venderebbero a otto euro.

a noi invece riempivano solo la tazza e dicevano:
— bevi.
e noi bevevamo.

adesso ho altre abitudini con il te'.
te' nero.
bergamotto.
latte.
a volte timo.
a volte acqua calda nel thermos.

ma e' interessante che dietro a ciascuna di loro nasca poco a poco anche la propria storia.
e forse tra vent'anni sentiro' l'odore del timo e ricordero' gia' questa parte della mia vita.
l'italia.
i viaggi.
il thermos.
le dirette.
quarantaquattro anni.

perche' la memoria e' fatta in modo sorprendente.
cerchiamo di ricordare date.
volti.
eventi.
e lei invece conserva un odore.
un gusto.
una tazza qualsiasi.
il suono dell'acqua che bolle.

e dopo tanti anni proprio questa piccola cosa riporta un mondo intero.

a volte una tazza di te' non e' una bevanda.
e' una macchina del tempo.

solo molto piccola.
e sta sul tavolo.

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