i segreti non si possono usare come arma (410)
penso sempre piu' spesso che la correttezza di una persona si vede soprattutto non quando i rapporti sono bellissimi. quando siamo amici, ci vogliamo bene, ci chiamiamo, ci…
penso sempre piu' spesso che la correttezza di una persona si vede soprattutto non quando i rapporti sono bellissimi.
quando siamo amici, ci vogliamo bene, ci chiamiamo, ci incontriamo, ridiamo — essere corretti e' abbastanza facile.
molto piu' interessante guardare cosa succede dopo un conflitto.
una persona una volta si e' fidata di te.
ti ha raccontato qualcosa di personale.
sulla famiglia.
sulle relazioni.
sui soldi.
sulla salute.
sulle proprie paure.
su gesti di cui non e' particolarmente orgogliosa.
su cose che non aveva mai raccontato a nessun altro.
perche'?
perche' in quel momento ti considerava una persona vicina.
poi la vita e' cambiata.
avete litigato.
vi siete allontanati.
non siete piu' amici.
forse adesso non riuscite nemmeno a sopportarvi.
e qui compare una domanda molto interessante:
cosa fare con tutto quello che sai?
per me la risposta e' piuttosto semplice.
niente.
😂
le informazioni che una persona mi ha affidato quando eravamo vicini non diventano automaticamente di dominio pubblico solo perche' oggi non parliamo piu'.
mi sembra un'idea terribile:
"abbiamo litigato, quindi adesso racconto a tutti com'e' davvero".
aspetta.
e ieri?
ieri sapevi tutto questo e andavi benissimo con quella persona.
e oggi all'improvviso hai deciso di diventare un'agenzia di informazione?
😂
allora non si tratta piu' di verita'.
si tratta del desiderio di fare male.
ed e' tutt'altra storia.
credo che i segreti non si possano usare come arma.
anche se quella persona ti ha offeso.
anche se la relazione e' finita male.
anche se hai una voglia fortissima di rispondere.
perche' altrimenti viene fuori un sistema strano:
finche' sei mio amico, i tuoi segreti sono al sicuro.
smetti di esserlo — apriamo l'archivio.
😂
bellissima garanzia di riservatezza.
a una persona cosi' non racconterei proprio nulla.
perche' la fiducia non puo' valere solo fino alla prima lite.
per me e' proprio la capacita' di conservare il personale altrui dopo la fine di una relazione a mostrare se la fiducia era vera.
possiamo non parlare mai piu'.
posso cambiare idea su una persona.
posso deludermi.
posso capire che non voglio avere piu' nulla a che fare con lei.
ma perche' dovrei raccontare quello che una volta mi ha affidato proprio a me?
cosa cambiera'?
diventero' migliore?
lui o lei peggiorera'?
o avro' solo cinque minuti di piacere nel fare dispiacere a qualcuno?
vittoria discutibile.
soprattutto perche' dopo di essa chi sta intorno scoprira' qualcosa non solo su quella persona.
scoprira' qualcosa anche su di me.
😂
se oggi racconto il segreto di un ex amico, una persona ragionevole vicino a me potrebbe pensare:
— interessante. e se domani litighiamo, raccontera' anche il mio?
e avrebbe perfettamente ragione.
quindi per me il segreto altrui non dice tanto di chi l'ha raccontato.
mette alla prova chi l'ha ricevuto.
hai avuto accesso alla vulnerabilita' di un altro.
cosa ne farai?
la conserverai?
o un giorno la userai?
mi sembra che la correttezza cominci molto spesso dove nessuno ti controlla.
si puo' raccontare.
nessuno lo impedira'.
si puo' inoltrare una chat.
si puo' mostrare una foto.
si puo' portare fuori una conversazione privata.
tecnicamente — si puo'.
ma serve?
questa e' un'altra domanda.
non voglio essere una persona accanto alla quale si e' al sicuro solo fino alla prima lite.
vorrei che chi una volta si e' fidato di me, anche dopo la fine dei nostri rapporti, potesse sapere:
quello che mi e' stato detto personalmente, restera' con me.
non perche' ora dobbiamo amarci per tutta la vita.
ma perche' la mia correttezza non deve dipendere dai nostri rapporti di oggi.
i rapporti possono finire.
l'amicizia puo' finire.
l'amore puo' finire.
le conversazioni possono finire.
la correttezza e' meglio tenerla.
servira' ancora.
osservazioni vita esperienza personale