l'adulto ha fatto una battuta e l'ha dimenticata. il bambino puo' ricordarla per tutta la vita (344)

avevo circa quattordici anni.

campo estivo.

giornata normale.

nulla che un adulto chiamerebbe un grande evento.

uno degli adulti, prima di andare alle docce, scherzo' dicendo che adesso avrebbero guardato quali dei ragazzi avevano gia' "indossato l'armatura".

forse quella persona lo disse e dopo cinque minuti se ne dimentico'.

io invece me lo ricordo ancora.

non perche' sia successo qualcosa di terribile.

ma perche' in quel momento mi sono sentito molto a disagio.

a quattordici anni una persona sa gia' benissimo, anche senza l'aiuto di nessuno, come vergognarsi del proprio corpo.

il corpo cambia.

la voce si spezza.

appaiono sensazioni nuove.

tu stesso non capisci ancora bene che cosa ti stia succedendo.

e in quel momento una parola poco attenta detta da un adulto puo' rivelarsi molto meno innocente di quanto sembri all'adulto stesso.

crescendo ho capito questa cosa ancora di piu'.

un adulto puo' fare una battuta di dieci secondi.

un bambino puo' ricordarla per quarant'anni.

per questo mi sembra molto importante il modo in cui parliamo con i bambini.

come scherziamo.

come spieghiamo loro le cose difficili.

se non stiamo forse deridendo proprio cio' che per loro in questo momento e' piu' sensibile.

se non li costringiamo a vergognarsi di cambiamenti del tutto naturali.

parliamo spesso di rispetto tra adulti.

di confini personali.

di dignita'.

ma il rispetto per la persona dovrebbe cominciare molto prima.

da quel momento in cui davanti a te c'e' ancora un bambino.

e tu capisci:

e' piccolo.

ma i suoi sentimenti non per questo diventano piccoli.

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