figlio della guerra (parte 3) (267)

oggi vivo in europa. eppure a volte sento di restare figlio del paese in cui sono nato. a volte non e semplice spiegare la propria origine. non per vergogna. ma per la difficolta di spiegare cio che succede. mi e…

oggi vivo in europa.

eppure a volte sento di restare figlio del paese in cui sono nato.

a volte non e semplice spiegare la propria origine.

non per vergogna.

ma per la difficolta di spiegare cio che succede.

mi e difficile accettare che ancora oggi alcune decisioni passino attraverso la forza.

non attraverso il dialogo.
non attraverso il confronto.
non attraverso riforme.

ma attraverso la forza.

questa forse e la parte piu difficile da comprendere crescendo.

la guerra e sempre una decisione lontana dalle persone comuni.
ma le conseguenze diventano personali.

non riesco a immaginarmi mentre vado a combattere contro un’altra persona
per interessi politici
o per confini decisi da altri.

a volte mi chiedo una cosa semplice.

forse chi sceglie la guerra non ha abbastanza pace dentro di se.

forse non ha imparato a vivere senza conflitto.

per me la capacita di vivere con serenita e gia una responsabilita.

forse e anche l’unico modo per non trasmettere la guerra alle generazioni future.

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