terrazzo macho. su di me (232)
se dovessi descrivere da dove vengo — non in senso geografico, ma interiore — direi che assomiglio all’avvocato del film denial. un intellettuale tranquillo, con i propri interessi, abituato a pensare prima di parlare e…
se dovessi descrivere da dove vengo — non in senso geografico, ma interiore — direi che assomiglio all’avvocato del film denial. un intellettuale tranquillo, con i propri interessi, abituato a pensare prima di parlare e ad ascoltare più a lungo di quanto risponda.
allo stesso tempo, in me convivono elementi che raramente stanno insieme. il mio sole in toro, un marte debole e una luna ardente mi rendono una persona difficile da decifrare secondo schemi semplici. non sono conflittuale, ma nemmeno accomodante. non aggressivo, ma neppure arrendevole. vivo, piuttosto, ostinatamente nel mio ritmo.
il cliché delle "acque tranquille" non mi appartiene.
le mie reazioni e le mie emozioni sono visibili da subito. non so nascondere a lungo né l’irritazione, né la gioia, né l’interesse. se sto bene, si vede. se non sto bene, anche. non è teatralità, è semplicemente onestà senza filtri.
sabotatore di feste? neanche.
sono piuttosto l’anima della compagnia — ma solo di quella compagnia in cui mi interessa davvero aprirmi. non sono fatto per fare da sfondo. ho bisogno di conversazioni, di sguardi, di pause. senza questo, divento facilmente un osservatore silenzioso.
in fondo, descrivere se stessi è facile.
perché nessuno saprà mai dove finisce la verità e dove comincia la finzione. anche quando tutto sembra detto apertamente.
forse è proprio questo il mio modo di essere: lasciare spazio tra le parole. uno spazio in cui ognuno può completarmi a modo suo. oppure non farlo affatto.
osservazioni rapporti etica vlog